Dr. Salvatore Taglialatela
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POSTOPERATORIO

Sono necessari dai sette ai dieci giorni di riposo prima di riprendere le attività quotidiane e comunque interrompere per almeno tre settimane quelle sportive.

Nei giorni successivi all’intervento viene fatto utilizzare un apposito reggiseno che dovrà essere indossato per circa 4-5 settimane.

Esempio di tipico reggiseno che viene indossato dopo l’intervento di mastoplastica additiva

I drenaggi vengono rimossi in terza giornata mentre i punti, solitamente una sola sutura intradermica, vengono rimossi dopo 10-15 giorni.

Dopo la rimozione dei punti, i controlli vengono effettuati a un mese, a tre mesi, a sei mesi ed a un anno dall’intervento.

 

COMPLICANZE

Le complicanze della mastoplastica additiva sono in generale assimilabili a quelle di un qualsiasi intervento chirurgico. Tra le complicanze immediate, di particolare importanza è l’ematoma, ovvero una raccolta di sangue dovuta solitamente all’apertura di un piccolo vaso sanguigno. La mammella interessata appare ingrossata e dolente alla palpazione. Può essere presente febbre. La soluzione è chirurgica e richiede il ritorno in sala operatoria. E’ importante avvertire il chirurgo qualora si presentino, nel postoperatorio, i sintomi sopra descritti.

Contrattura capsulare

La complicanza sicuramente più temuta dalle stesse pazienti è la contrattura capsulare ovvero una distorsione della mammella provocata da un ispessimento della normale capsula che si forma intorno a tutti gli impianti mammari (figura in basso). Le cause sono misconosciute anche se secondo gli studi più recenti vi sarebbe un’associazione con la contaminazione batterica della protesi. Per tale ragione è essenziale una tecnica chirurgica che rispetti l’asepsi in sala operatoria. Il posizionamento degli impianti in sede retromuscolare consente di coprire la protesi con un tessuto, appunto il muscolo, altamente vascolarizzato. Questo ridurrebbe l’incidenza di contrattura capsulare.

Il trattamento è conservativo nei casi lievi e si avvale della capsulotomia per via esterna. Il chirurgo cerca di rompere la capsula con delle manovre particolari effettuate sulla stessa mammella. Il procedimento può essere doloroso.

Nei casi inveterati e più gravi il trattamento è chirurgico. E’ necessario asportare la capsula contratta (capsulectomia) che talvolta appare calcificata al campo operatorio. Le protesi vanno sostituite e spesso cambiate di piano.

Nella prevenzione della contrattura capsulare si adoperano oggi farmaci anti-leucotrieni come l’ACCOLEIT. Questi, benché non approvati dall’Agenzia del Farmaco e dalla FDI per questa indicazione, hanno un loro ruolo nella prevenzione di questa condizione.

 

 

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