Dr. Salvatore Taglialatela
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LE PROTESI PER LA MASTOPLASTICA

Gli impianti mammari sono dei dispositivi costituiti da un involucro di silicone riempito da un gel altrettanto di silicone che ha una fluidità e delle caratteristiche di coesività che cambiano a seconda del tipo di impianto. I gel coesivi consentono di preservare la forma dell’impianto nel tempo, riducendo al minimo la dispersione del gel di silicone in caso di rottura protesica.

Le protesi moderne presentano una superficie testurizzata, che ha permesso di diminuire l’incidenza della complicanza a lungo termine più temuta della mastoplastica additiva: la contrattura capsulare.

Esistono in commercio due tipologie di impianti mammari: quelli tondi (“tradizionali”) e quelli anatomici.

Le protesi tonde sono utilizzate da più di 40 anni. Hanno una consistenza morbida (simile a quella della mammella di una donna adulta) e contengono un gel a densità media che tende a spostarsi tenendo conto della forza di gravità: verso il basso nella stazione eretta e verso i lati in posizione clinostatica quando si è sdraiati). Esistono protesi tradizionali di diversi volumi che variano inolltre per proiezione, ovvero il profilo che può essere basso, medio o alto. Danno dei risultati molto naturali e, per la loro morfologia, non hanno problemi di dislocazione e rotazione.

Comunemente conosciute come protesi “a goccia”, gli impianti anatomici sono ritornati in voga negli ultimi 10 anni. Sono riempite da gel coesivo, cioè ad alta densità che ne aumenta la consistenza diminuendo, nei soggetti con ipotrofia mammaria di grado moderato – elevato, il fenomeno del wrinkling (formazione di fini pieghe visibili e palpabili a livello della cute della mammella).

PROTESI MAMMARIE: differenze in forma tra protesi tonda (a sx) e protesi anatomiche, dette anche “a goccia” (a dx)

La forma dell’impianto e la densità del gel di silicone, ne rendono utile l’impiego nei soggetti magri e nelle situazioni in cui esiste un marcato iposviluppo dei tessuti mammari e nelle procedure di ricostruzione della mammella dopo asportazione di neoplasie maligne.

La letteratura internazionale ha negli ultimi tempi messo in risalto la possibilità della rotazione, col passare del tempo, degli impianti anatomici che determina così deformazione della mammella. Questi, infatti, devono essere alloggiati nella tasca retro-ghiandolare o retro-muscolare creata dal chirurgo secondo un orientamento ben preciso. Il retro di ogni protesi anatomica ha delle precise indicazioni che il chirurgo usa per posizionarla correttamente.

 

 

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